Nota 2072 consulte – testo e commento

Apprendo con piacere che in data 25 marzo, la DG per lo Studente ha emanato una nota relativa alle assenze dei rappresentanti delegati presso le cc.pp.ss.

Molti quotidiani e blog hanno citato la circolare, ma, in ciccia, nessuno ha fornito alle IISS indicazioni pratiche sulla (sibillina) frase succo della nota:

“La partecipazione alle adunanze e alle attività delle Consulte degli studenti, pianificate in conformità ai regolamenti di cui si sono dotate le Consulte medesime, deve considerarsi come attività istituzionale e, pertanto, la eventuale mancata partecipazione alle lezioni, non può essere conteggiata per calcolare il superamento del limite massimo di assenze consentite ai fini della validità dell’anno scolastico.”

Insomma, per lo studente rappresentante nulla varia, ma in sede di scrutinio le cose vanno fatte con precisione. Le assenze per le Consulte rientrano quindi nelle deroghe al limite, oppure non sono proprio da considerarsi tali? E cosa scrivere nel documento di fine anno: “lo studente non ha frequentato il minimo ma ha usufruito di deroga” oppure “ha frequentato il minimo”? 

Personalmente sono a favore della seconda lettura, in quanto se così non fosse gli istituti potrebbero comunque agire nell’ambito della loro autonomia ignorando la nota e generando situazioni paradossali.

Gli impegni e le funzioni del rappresentante di consulta, sono infatti definite a livello nazionale (per DPR) e provinciale (per regolamento interno).

Pertanto si giunge al paradosso per cui il diritto a rappresentare e ad essere rappresentanti che è sempre oggetto di legge nazionale (dpr 249/98),  potrebbe essere diversamente applicato nei confronti di studenti di differenti istituti; ovvero: Perché il medesimo diritto si configura nella scuola A con la possibilità di fare assenze per motivi di rappresentanza della consulta mentre nella scuola B no?

In questi casi l’Autonomia non può e non deve intervenire.

Anche analizzando le altre deroghe elencate a titolo indicativo dal miur con CM 20/11 (gravi motivi di salute adeguatamente documentati; terapie e/o cure programmate; donazioni di sangue; partecipazione ad attività sportive e agonistiche organizzate da federazioni riconosciute dal C.O.N.I.; adesione a confessioni religiose) si notano ben poche analogie:

  • Nessuna attività è svolta in quanto esercizio di un pubblico ufficio all’interno della IS stessa, quale invece è la carica di rappresentante cps;
  • Nessuna attività ha vincoli di legge nel suo svolgimento, a differenza della CPS e per estensione del suo rappresentante, che ha dei precisi compiti cui assolvere (dpr 567/96 comma 2, Compiti della Consulta degli Studenti);
  • Nessuna altra attività è svolta sotto sorveglianza di un docente;
  • Le altre attività non prevedono necessariamente una precisa raccolta delle presenze da parte di un funzionario mediante documenti di riconoscimento, assimilabile al registro delle presenze in dotazione nelle scuole.
  • Il documento rilasciato dal referente (rappresentante dell’amministrazione territoriale) si configura come “attestazione di presenza” e non come “giustifica per un’assenza”.

Alla luce di tutto ciò, ritengo che nonostante  la poca chiarezza normativa, non possa essere assimilata una presenza in consulta al pari di un’assenza in deroga per malattia, e, di conseguenza, non possa essere conteggiata l’attività dello studente rappresentante al pari di una permanenza forzosa in ospedale.

Suggerisco quindi di operare come segue:

  • Far si che vengano sempre consegnate al coordinatore di classe le convocazioni inviate dall’ust o direttamente dalla cps, che lo diramerà tra i colleghi.
  • Quando lo studente rappresentante, in giorno di assemblea, non è presente in aula, segnarlo assente. (altre indicazioni, ad esempio “presente fuori sede”, sono in questa fase assolutamente da evitare, in quanto anche se presente la convocazione non si è certi che lo studente sia effettivamente presente in consulta). La eventuale presenza verrà invece segnata dal docente coordinatore sui registri di giornata della Consulta.
  • Alla prima occasione, richiedere allo studente le pezze giustificative, che figurano la dicitura “Attestazione di presenza“.
  • Sostituire ora, avendo sottomano convocazione e attestazione (e non soltanto una delle due), la dicitura d’assenza con la più corretta “presenza in altra sede”, o voce similare. Nel caso il registro elettronico non permetta tale funzione è bene far presente dell’esigenza il fornitore di servizi, dopodiché integrare con materiale cartaceo la documentazione (eventualmente scannerizzare i doc ed allegarli sul registro elettronico stesso).
  • A fine anno, nel caso il registro elettronico prevedesse la funzione, il conteggio risulterà corretto e comprensivo delle presenze svolte in Consulta. Diversamente, è necessario svolgere a mano le correzioni del caso.

Preciso nuovamente che tali indicazioni sono espresse a titolo personale.

 

 

 

 

 

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