Sì alle Invalsi!

Tra poche settimane si svolgeranno i test Invalsi, e vorrei fare un breve commento a riguardo.
Come tutti gli anni si leggono numerose critiche più o meno fondate alle prove, con relative incitazioni alla consegna in bianco.
Ecco invece 5 motivi per non consegnarle in bianco o svolgerle con poca serietà: 

1) Fai del male a te stesso. Le invalsi ti propongono dei contesti concreti di vita quotidiana: leggere ed interpretare un brano, un grafico, un tariffario… che sono alcuni degli elementi che distinguono un analfabeta funzionale da un cittadino consapevole. Non farle significa rifiutare una buona occasione per metterti alla prova. (Non ci credi? Leggi una delle prove: http://www.engheben.it/…/invalsi_matematica_2014-2015_secon…)

2) Fai del male agli altri. Le statistiche sulle prove permettono agli organi politici della scuola di rilevare le carenze e le eccellenze del sistema, nel modo più oggettivo possibile, affinché possano indirizzare al meglio le (poche) risorse disponibili. Se non compili la prova, calano le possibilità che in futuro gli altri possano avere ciò che la scuola ha fatto mancare a te. (non ci credi? Leggi le informative: http://www.invalsi.it/…/do…/materiale_info/Prove_INVALSI.pdf)

3) Fai del male alle persone (umani come te) che curano le Invalsi. Le prove non sono fatte (come pare leggendo da qualche blog fantasioso) da 20 pirla selezionati a casaccio perché ce lo chiede l’Europa, ma da un team serio e competente di esperti dell’apprendimento, che, pur contando su risorse decisamente esigue, sta proponendo da anni test di altissimo livello. Rifiutare qualcosa che ti viene offerto senza neanche conoscerlo è uno schiaffo a chi ha lavorato per te.

4) Probabilmente eri intenzionato a non farle perché sei stato vittima di disinformazione. Alcuni falsi miti sull’Invalsi:
– Dicono che sono anonime ma sono numerate. Non è vero: il codice sopra la prova serve ad avere coerenza tra i questionari di materia e quelli di rilevazione della situazione dello studente, che sono in plichi separati. Es: è importante capire se l’insuccesso di uno studente sia legato maggiormente alla carenza in casa di libri cartacei, di dispositivi digitali, di spazi adeguati per lo studio, di scarse aspettative o fiducia da parte dei genitori ecc… (Non ci credi? Fai caso al primo plico:http://www.engheben.it/…/2015-2016/SNVMS16QST10_V06.pdf0.pdf)
– Giudicano con egual criterio situazioni profondamente differenti. Non è vero: le Invalsi non giudicano alcunché, si limitano ad acquisire dei dati. Come detto prima, i test sono spunti di vita quotidiana. Non riuscire ad interpretare l’orario di un pullman non è più giustificabile in un contesto sociale piuttosto che in un altro. Ribatto: sembra che l’obiettivo del test sia enfatizzare differenze che non hanno bisogno di riflettori, mentre invece è proprio l’appianarle.
– Le scuole percepiscono fondi proporzionali ai risultati del test. Questa è proprio una cappellata colossale, tant’è che a livello nazionale il dettaglio della “singola scuola” nemmeno viene considerato. Anzi, in virtù del punto 2, l’effetto globale è diametralmente opposto.

5) Chi ti dice di non farlo è in malafede. La rappresentanza studentesca è in profonda crisi (per sfiducia generalizzata nella politica, carenza di candidati ecc…) e si butta sui tormentoni consolidati per raccogliere qualche briciola di consenso facilone.
Una persona che davvero ti rappresenta non ti inciterà MAI a rifiutare A PRIORI un’opportunità.

Per finire: Le Invalsi non sono perfette. A me in una delle prove venne chiesto di indicare il mese di nascita, con la consegna che precisava “indicare soltanto una scelta”. Ecco, lì mi sono sentito preso per pirla, e come atto di dissenso di crocette ne ho messe due.
Proseguendo la lettura ho però trovato dei quesiti interessanti su cui ho ritenuto che valesse la pena cimentarsi, e così ho fatto.

Quindi:
6) (extra) Perché rinunciare alla propria curiosità?

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