Elezioni dei rappresentanti presso la consulta, diritto di assemblea, assenze dei rappresentanti in consulta ed altre note operative su dpr 567/96 e 297/94

La direzione generale per il Piemonte del MIUR mi ha chiesto di fare il punto su alcune questioni emerse nella seduta u.s. del coordinamento CPS. I testi, che riporto qui di seguito, saranno inseriti dalla DG in una nota della DGR.

Aggiornamento 10/06/17: la DG ha preferito modificare su alcuni punti i testi riportati inserendo paragrafi che condivido solo parzialmente. Tali assumono pertanto valore di interpretazione dello scrivente.

 

Elezioni dei rappresentanti presso la consulta

Ai sensi del DPR 567/96, il mandato della Consulta ha durata biennale. Nell’anno scolastico di rinnovo le scuole devono inviare, tassativamente entro il 31 ottobre, i nominativi degli eletti al Coordinatore della Consulta di riferimento. Se i rappresentanti eletti decadono per qualsiasi motivo, devono essere sostituiti con i primi esclusi delle rispettive liste. In mancanza di candidati nelle liste, vanno immediatamente indette elezioni suppletive. Si precisa che il rinnovo del mandato biennale non è riferito al singolo eletto ma scadenzato con apposita ordinanza ministeriale, pertanto lo studente che sostituisse un rappresentante decaduto rimarrebbe in carica solo per la restante parte del biennio.

Alle elezioni dei rappresentanti presso la consulta partecipano tutti gli studenti regolarmente iscritti all’istituto.

Diritto di assemblea

Ai sensi della L 297/94, agli studenti è consentito lo svolgimento di una assemblea di istituto al mese, in orario scolastico, della durata di una giornata. Le assemblee di istituto prevedono il coinvolgimento di tutti gli studenti della scuola. Negli istituti ove i locali non ne consentano lo svolgimento, la norma ne consente lo svolgimento in parallelo nelle rispettive classi.

I rappresentanti di classe degli studenti hanno altresì diritto a riunirsi in assemblea, che prende il nome di comitato studentesco. Il comitato assume particolare rilievo nella governance scolastica grazie al DPR 567/96, che ne attribuisce ampie funzioni:

  • Formula proposte ed esprime pareri concernenti le attività complementari ed integrative;
  • Esprime un parere vincolante al consiglio di istituto sull’accettazione di somme da parte di privati atti allo svolgimento delle attività complementari ed integrative;
  • Designa i rappresentanti degli studenti nell’organo di garanzia interno;
  • Ha facoltà di perseguire progetti che rispecchino le finalità formative della scuola, dotandosi di un gruppo di gestione coordinato da uno studente maggiorenne;
  • Ha facoltà di richiedere al consiglio di istituto finanziamenti per il perseguimento dei suddetti progetti, oppure di attuare iniziative di autofinanziamento purché non ricadano in inopportune forme di commercializzazione.

Ai sensi della norma, nell’adempimento delle sue funzioni, il comitato va necessariamente integrato con i rappresentanti degli studenti in Consiglio di Istituto e in Consulta.

Assenze dei delegati dalle lezioni per motivi legati alle consulte

Come è noto, ai sensi dell’art 14 del DPR 122/2009, per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato. La mancata presenza in aula del rappresentante che svolge attività nell’ambito della consulta, come già indicato nella nota 2072/2002 della DGSIP del MIUR, non può essere considerata come un’assenza ai fini di questo conteggio.

Si precisa all’uopo che, come si evince dalla nota, l’attività presso la consulta non dev’essere inserita tra le deroghe che permettono il superamento del limite dei tre quarti, costituendo a tutti gli effetti un regolare esercizio dell’orario scolastico personalizzato dello studente rappresentante.

Rimborso delle spese di trasporto dei rappresentanti presso la consulta

Il DPR n. 567 del 1996 prevede che ai rappresentanti degli studenti presso la consulta spetti il rimborso delle spese di viaggio e soggiorno connesse all’esercizio delle proprie funzioni. Tali rimborsi, nei limiti delle disponibilità, possono essere corrisposti dai consigli di istituto delle scuole di appartenenza. Considerato che i riordini dell’amministrazione avviati a decorrere dalla data del decreto hanno concentrato le risorse economiche della scuola nelle mani delle autonomie scolastiche, pur comprendendo le difficoltà di operare con finanziamenti sempre più risicati, preghiamo i consigli di istituto di prendere in seria considerazione l’attuazione di tale principio; anche nell’interesse di tutelare gli studenti meno abbienti che vogliano impegnarsi nelle tematiche proprie dell’organo.

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